Ed eccomi qui... tornata in Valle dopo 13 mesi... e come mi aspettavo e sapevo niente e' cambiato, tutto e' piu' o meno come l ho lasciato... dormo dormo e dormo in questi giorni, non so se e il fuso orario che mi tiene legata al letto o al divano oppure la poca voglia di uscire e raccontare le stesse cose a tutti, raccontare giusto due parole e cercare di cambiare in fretta discorso...
come si fa a raccontare un anno?
come si fa a far capire quello che e' stato?
come posso riuscire a trasmettere quello che ho vissuto in quest anno?
non c'è abbastanza tempo, non c'è abbastanza voglia, non ce nè la disponibilita', ne l occasione giusta... quindi si apre e si chiude con un:"e' stato bellissimo, un esperienza che guai se non la facevo... e tu invece?" e avanti a parlare di loro, di quel che fanno di quel che non e' cambiato e di quelle poche variazioni che tengono accesa la conversazione... bisogna impegnarsi un pochino anche se hai la mente talmente lontana e probabilmente anche lo sguardo perso...
Ma ritornare e' stata sicuramente una grande emozione, trovare le persone che mi vogliono veramente bene e notare che hanno veramente voglia di stare con me e in parte recuperare tutto il tempo in cui siamo stati lontani... cosa che fa un sacco piacere... trovare la camera piena di fiori, palloncini, e cartelli di "welcome back home" sono cose che ti fanno battere il cuore, sentire che i vestiti hanno il profumo che avevi quasi dimenticato, ritrovare un armadio, un letto che e' il tuo e tutte le tue cose esattamente nella stessa posizione, anzi, tutto molto piu ordinato di come l avevi lasciato... e fa emozionare anche il sorriso e i piccoli gesti delle persone che mi stanno accanto... e che in silenzio probabilmente sopportano la mia poca voglia di fare in questi giorni e i miei sbalzi d'umore... ma spero capiscano, che un poco si rendano conto... ma forse un po di scuse soprattutto ad alcune persone le dovrei dare... che pazienza che hanno... dico un enorme grazie e un piccolo scusa, e chi vuole capire capisca!!
Il mio viaggio in Asia, semplicemente fantastico! E' stato a tratti un po una faticata devo dire la verita', alcune cose non sono andate come dovevano altre invece sono andate addirittura molto molto meglio...ma e' adesso, nel riguardarsi indietro che capisco che ogni ogni ogni cosa doveva andare esattamente cosi per renderlo un viaggio bellissimo con imprevisti e sorprese, belle e soprattutto brutte comprese!!
Inoltre mi ritengo fortunatissima per le persone che ho avuto accanto...certo, ci sono stati un po di momentini cosi, un po di discordanze su alcune cosette, un po di nervosismo, ma sono sicura che nn e' rimasto nessun rancore per quelle poche ore di fuoco e che ora come ora non si puo' far altro che farci su una bella risata!! Ogniuna di noi sa che erano umori dovuti alle tante ore di sonno perse che non si recuperavano mai e che anzi si accumulavano, dai continui spostamenti che non ti davano il tempo di ricaricare le batterie come si deve, da fattori esterni difficili da continuare ad ignorare...
Comincero' a brevissimo a raccontare la mia-nostra esperienza nel sud est asiatico. Sapevo che non avrei mai avuto il tempo di scrivere e quindi ho optato per l opzione diario, un semplice diarietto dove scrivere a freddo i nostri commenti, le nostre avventure e le nostre impressioni... giusto per non dimenticare... io ho scritto il mio e Viola il suo, bruscamente interrotto pero' da un trauma e che l'ha segnata profondamente per un certo periodo... raccontero' raccontero'...
11 luglio 2008
11 maggio 2008
See ya Aussie
E' arrivato il momento.
A quante persone l'ho sentita dire questa frase.
Ora di tornare a casa, e nessuno in fondo in fondo voleva, restava con la mente dispersa chissa' dove, a viaggiare ancora...
Ed è arrivato anche il MIO di momento.
Lasciare l'Australia.
Non ci posso credere, non realizzo...
Ero partita per restare via sei mesi, poi sono diventati nove poi docidici, l ho sfruttato tutto questo visto. E mi ricordo come fosse ieri tutta la gente che ho conosciuto all' inizio che mi avvisava e mi diceva: "no no, vedrai che non torni in Italia a dicembre!" e io no, determinata, convinta. Certo che torno a dicembre, quando dico una cosa la faccio...se se.... Ne ero convinta davvero. Ma sono rimasta qui e sono soddisfatta della mia scelta, mi sarei mangiata veramente le mani se fossi tornata a casa per Natale, e anche se fossi tornata a casa a marzo, non era ora...
Sono divisa adesso, da una parte ho una gran ma gran voglia di riabbracciare tutti e dall'altra sono terrorizzata all'idea, perche capisco piano piano che sta per finire la mia avventura. Ma ora, dopo un anno prevale sicuramente il primo pensiero...
Non sono partita per scappare, sto benissimo a casa, non mi posso lamentare proprio di niente. Ho veramente tutto quello che mi serve e anche di piu', e di questo te ne accorgi veramente quando sei via, via da tutte le comodita', via da tutti quelli che prima ti supportavano, via dai genitori che ti viziavano. Adesso so veramente della fatica che si fa a lavorare e mantenersi ma so che non è impossibile neanche per me, che incoscente di tutto quel che significava la fatica o la responsabilita' sono partita... Adesso si che capisco mio papa' che non era per niente convinto della mia scelta, all' inizio non mi voleva far andare... ovvio da sola non avevo mai fatto niente e in fondo ho solo ventun anni. Adesso che mi guardo indietro capisco il perche' di tutte quelle preoccupazioni.
Partita cosi...senza un vero motivo, neanche quello dell' inglese reggeva tanto bene...partita perche' mi ero rotta le palle da alcune cose andate male e volevo cambiare qualcosa e forse non volevo piu' pensare al futuro e alle scelte che ne comporta, da quello forse si, stavo scappando. Partendo prendevo del tempo. Volevo forse mettermi alla prova anche, vedere fin dove arrivavo, vedere se riuscivo a cavarmela da sola per una volta nella mia vita, crescere anche e sorattutto. Tutti a casa mi ripetono che sono fieri di me, orgogliosi che nessuno pensava ci riuscissi, che aspettavano di vedermi tornare quasi con la coda tra le gambe dopo uno o due mesi...e invece...ma non l ho fatto per sfidare nessuno, sarebbe stato sbagliatissimo, e non mi è mai passato per la testa neanche. L'ho fatto per me, perche mi serviva per capire.
Ho capito tutto e forse niente.
Ma posso ritenermi fortunata per tutto quel che ho vissuto, momenti belli e momenti brutti compresi...
Ho imparato che si puo' tutto, o almeno ci si puo' provare e soprattutto so che non voglio rimpianti nella mia vita. Non voglio fare scelte che compromettono un sogno, dal piu' piccolo al piu' grande, solo perche sono convenienti. Voglio guardarmi indietro e dire, si l'ho fatto ed è andata bene per fortuna. Oppure. Si l'ho fatto, è andata male ma chissenefrega io c'ho provato.
Questo voglio.
Arrivato, il momento di tirare le somme.
Le mie.
Non esite una scala di voto, ma se ci fosse il mio sarebbe sicuramente tra i piu alti. Non ci sono parole, so pero' che chi l'ha vissuto con o senza di me sa di cosa parlo e puo' capire. E puo' capire anche quel che provo ora e che provero' su quell' aereo che mi porta via da qui...Sto andando in Asia per un mese ma non riesco ad esserne completamente felice...perche' so che qui non ci tornero' piu' o certo, magari ci tornero' ma non sara' la stessa cosa...no, non sara' piu' cosi.
E non voglio neanche dire, vabe' si gira pagina. Per me rimane sempre aperta, rimane un qualcosa che portero' dentro di me sempre vivo per tutte quelle emozioni che mi ha fatto provare, per tutto quello che mi ha insegnato per tutto quello che mi ha dato!
L'Aussie è una terra bellissima che mi ha fatto sentire libera, ma di una liberta' vera senza condizioni, senza limiti... fare cio' che volevo, scegliere, pensare, agire, libera punto e basta... e quando ti senti così viaggiando sulla Great Ocean Road, oppure guardando Uluru al tramonto, sdraiata su un'amaca alle Fiji, nell'acqua cristallina delle Whitsundays e in mille altri posti e situazioni giuro che sono sensazioni talmente forti che ti restano dentro e anche a distanza di mesi le senti ancora...
E mi ricordero' anche di quest ultimo mese che non è stato per niente una passeggiata, ma che mi ha insegnato qualcosa comunque, anche lui...
La voglio ricordare cosi la mia Australia......e per tradizione, non so se è tradizione o cosa ma mi piace l' idea...appendo anche io le mie scarpe ormai devastate ai fili della corrente...finito un viaggio, finita un'avventura...e' passato così un anno della mia vita...See ya Aussie!!

It's been as to hang a dream.
Domani parto per Sydney, restero' li due giorni... solo per vedere le ultime cose che mi mancano, e quell'Acquario maledetto quasi non lo voglio piu' andare a vedere.......... Peccato pero' che non trovero' Riccardo, partito a sua volta per il west, in bocca al lupo!
L'uno giugno prendo il per Bangkok. Passero' la notte in aereoporto aspettando Erica e Monica che arrivano direttamente dall' Italia. Sara' bellissimo rivederle, ne sono sicura. Il giorno dopo arriveranno anche Gaia e Viola da Sydney...partiremo subito per il nord, prima destinazione Chiang Mai...
A quante persone l'ho sentita dire questa frase.
Ora di tornare a casa, e nessuno in fondo in fondo voleva, restava con la mente dispersa chissa' dove, a viaggiare ancora...
Ed è arrivato anche il MIO di momento.
Lasciare l'Australia.
Non ci posso credere, non realizzo...
Ero partita per restare via sei mesi, poi sono diventati nove poi docidici, l ho sfruttato tutto questo visto. E mi ricordo come fosse ieri tutta la gente che ho conosciuto all' inizio che mi avvisava e mi diceva: "no no, vedrai che non torni in Italia a dicembre!" e io no, determinata, convinta. Certo che torno a dicembre, quando dico una cosa la faccio...se se.... Ne ero convinta davvero. Ma sono rimasta qui e sono soddisfatta della mia scelta, mi sarei mangiata veramente le mani se fossi tornata a casa per Natale, e anche se fossi tornata a casa a marzo, non era ora...
Sono divisa adesso, da una parte ho una gran ma gran voglia di riabbracciare tutti e dall'altra sono terrorizzata all'idea, perche capisco piano piano che sta per finire la mia avventura. Ma ora, dopo un anno prevale sicuramente il primo pensiero...
Non sono partita per scappare, sto benissimo a casa, non mi posso lamentare proprio di niente. Ho veramente tutto quello che mi serve e anche di piu', e di questo te ne accorgi veramente quando sei via, via da tutte le comodita', via da tutti quelli che prima ti supportavano, via dai genitori che ti viziavano. Adesso so veramente della fatica che si fa a lavorare e mantenersi ma so che non è impossibile neanche per me, che incoscente di tutto quel che significava la fatica o la responsabilita' sono partita... Adesso si che capisco mio papa' che non era per niente convinto della mia scelta, all' inizio non mi voleva far andare... ovvio da sola non avevo mai fatto niente e in fondo ho solo ventun anni. Adesso che mi guardo indietro capisco il perche' di tutte quelle preoccupazioni.
Partita cosi...senza un vero motivo, neanche quello dell' inglese reggeva tanto bene...partita perche' mi ero rotta le palle da alcune cose andate male e volevo cambiare qualcosa e forse non volevo piu' pensare al futuro e alle scelte che ne comporta, da quello forse si, stavo scappando. Partendo prendevo del tempo. Volevo forse mettermi alla prova anche, vedere fin dove arrivavo, vedere se riuscivo a cavarmela da sola per una volta nella mia vita, crescere anche e sorattutto. Tutti a casa mi ripetono che sono fieri di me, orgogliosi che nessuno pensava ci riuscissi, che aspettavano di vedermi tornare quasi con la coda tra le gambe dopo uno o due mesi...e invece...ma non l ho fatto per sfidare nessuno, sarebbe stato sbagliatissimo, e non mi è mai passato per la testa neanche. L'ho fatto per me, perche mi serviva per capire.
Ho capito tutto e forse niente.
Ma posso ritenermi fortunata per tutto quel che ho vissuto, momenti belli e momenti brutti compresi...
Ho imparato che si puo' tutto, o almeno ci si puo' provare e soprattutto so che non voglio rimpianti nella mia vita. Non voglio fare scelte che compromettono un sogno, dal piu' piccolo al piu' grande, solo perche sono convenienti. Voglio guardarmi indietro e dire, si l'ho fatto ed è andata bene per fortuna. Oppure. Si l'ho fatto, è andata male ma chissenefrega io c'ho provato.
Questo voglio.
Arrivato, il momento di tirare le somme.
Le mie.
Non esite una scala di voto, ma se ci fosse il mio sarebbe sicuramente tra i piu alti. Non ci sono parole, so pero' che chi l'ha vissuto con o senza di me sa di cosa parlo e puo' capire. E puo' capire anche quel che provo ora e che provero' su quell' aereo che mi porta via da qui...Sto andando in Asia per un mese ma non riesco ad esserne completamente felice...perche' so che qui non ci tornero' piu' o certo, magari ci tornero' ma non sara' la stessa cosa...no, non sara' piu' cosi.
E non voglio neanche dire, vabe' si gira pagina. Per me rimane sempre aperta, rimane un qualcosa che portero' dentro di me sempre vivo per tutte quelle emozioni che mi ha fatto provare, per tutto quello che mi ha insegnato per tutto quello che mi ha dato!
L'Aussie è una terra bellissima che mi ha fatto sentire libera, ma di una liberta' vera senza condizioni, senza limiti... fare cio' che volevo, scegliere, pensare, agire, libera punto e basta... e quando ti senti così viaggiando sulla Great Ocean Road, oppure guardando Uluru al tramonto, sdraiata su un'amaca alle Fiji, nell'acqua cristallina delle Whitsundays e in mille altri posti e situazioni giuro che sono sensazioni talmente forti che ti restano dentro e anche a distanza di mesi le senti ancora...
E mi ricordero' anche di quest ultimo mese che non è stato per niente una passeggiata, ma che mi ha insegnato qualcosa comunque, anche lui...
La voglio ricordare cosi la mia Australia......e per tradizione, non so se è tradizione o cosa ma mi piace l' idea...appendo anche io le mie scarpe ormai devastate ai fili della corrente...finito un viaggio, finita un'avventura...e' passato così un anno della mia vita...See ya Aussie!!
It's been as to hang a dream.
Domani parto per Sydney, restero' li due giorni... solo per vedere le ultime cose che mi mancano, e quell'Acquario maledetto quasi non lo voglio piu' andare a vedere.......... Peccato pero' che non trovero' Riccardo, partito a sua volta per il west, in bocca al lupo!
L'uno giugno prendo il per Bangkok. Passero' la notte in aereoporto aspettando Erica e Monica che arrivano direttamente dall' Italia. Sara' bellissimo rivederle, ne sono sicura. Il giorno dopo arriveranno anche Gaia e Viola da Sydney...partiremo subito per il nord, prima destinazione Chiang Mai...
3 maggio 2008
Melbourne
Inizio' così il primo mattino in quel di Melbourne.
Caffe' in un parco appena sopra la citta'. Niente male ah?
Eravamo arrivati la sera prima molto tardi e dopo tanto gira e rigira per trovare un posto da dormire ci siamo arresi in questo parco. Ho dormito su una panchina scomodissima e simpatici possum mi hanno fatto prendere degli spaventi mica da poco. Gia' non sono una grande amante degli animali, figurati poi quando saltano nel mezzo della notte sul muretto vicino alla panchina dove stai provando a dormire facendo attenzione a non muoverti piu' del dovuto altrimenti ti ritrovi per terra... !
Dopo il caffe' subito in citta' a cercare un ostello per le seguenti due notti. E trovato quello via di corsa a fare le turistelle in giro per le vie della citta'. I ragazzi rimsero in ostello a riposarsi mentre io e la buddy partimmo subito.
Gira e rigira, vedi questo e quell'altro.
Melbourne non è per niente male ma quando ci ero stata a giugno era deserta, a fine novembre proprio il contrario e in piu' quegli addobbi di Natale e quegli alberi mi piacevano. Ma non hanno proprio niente a che fare con il mitico albero di Natale del mio paese. Un semplicissimo pino in mezzo alla piazza con solo le luci, e quando c'è la neve diventa ancora piu' bello. Quello è un bel Natale, altro che Natale in spiaggia... no no, io resto dell'idea che un buon Natale va passato al freddo, con la neve e con un buon pranzone dalla zia Eli con tutti i parenti.
A giugno io e mia cugina Claudia eravamo state ospitate da una signora italiana della Val di Non, di cui avevo il contatto. Dopo 3 giorni in giro con il viaggio organizzato eravamo troppo contente di poter dormire in un vero letto. Un po' meno contente poi quando abbiamo visto la nostra sistemazione!
Arriviamo in questa casa tutta incasinata e sporca ma almeno era riscaldata dato il freddo che faceva, gli australiani proprio la cura della casa non sanno cosa sia. Ma vabe' ci diciamo, in fondo ci serve solo un letto.
La donna poi ci dice, venite con me vi mostro la stanza.
Ok. Ma dove sta andando in giardino? Bo.
La seguiamo.
Ci facciamo strada tra le piante del giardino che piu' che un giardino sembrava una mini rainforest e vediamo una simpatica casettina. Bello pensiamo. Pure la casetta separata, era un po malmessa a vederla da fuori ma eravamo fiduciose.
Poi entriamo.
Oh mamma.
La nostra sistemazione era una dispensa, un magazzino, una specie di cantina. Fredda, umidissima, sporchissima. E' stato il primo approccio con ragnatele e ragnacci... Abbiamo dormito tra vecchi scarponi, sci, scatoloni di cibo confezionato, casse piene di attrezzi vari... E su un materasso che non aveva proprio niente del materasso.
Disperate! In fondo eravamo solo all'inizio, arrivate da pochissimo dall'Italia, abituate alla nostra casa pulitissima e profumata, ad avere un armadio, il nostro letto comodo, la televisione in camera... ma l'abbiamo buttata sul ridere che cosa ci vuoi fare.
Se ci penso adesso come sistemazione alla fine non era neanche cosi male, diciamo che sono stata peggio in diverse occasioni...
Melbourne dall'ostello.

Claudia nella sistemazione di giugno.
Vabe' dopo questa parentesi dovuta torno a novembre.
Io e la Augu in quei giorni abbiamo fatto proprio le turiste, vai qui e li, visitina al quartiere italiano, le principali piazze, le principali vie, i principali monumenti, cammina di qua cammina di la'...
Ci sembrava di aver fatto proprio un buon lavoro.
Peccato che quando alla sera ci rincontravamo con i ragazzi che per conto loro avevano girato e... "Siete state qui ragazze? e ai giardini? e l'avete visto questo?...mah, siete ben andate a vedere quello almeno?"
...Mmmmh...No...
E pensare che loro erano perfino rimasti in ostello a fare un riposino, e in piu' avevano visto proprio tantissime cose mente noi cammina e cammina forse abbiamo perso tempo in qualche negozietto...Che roba, troppo organizzati quei ragazzi...
Comunque Melbourne è proprio una bella citta' ma non saprei dire se la preferisco a Sydney. Alla fine ci sono stata solo, in totale tra giugno ed agosto, 6 giorni. Troppo pochi.
S. Kilda, il quartiere sul mare merita, un bel lungo mare per fare una passeggiata, un bel tramonto, i pinguini che naturalmente io non ho visto, e cake shop di ogni tipo che non potevamo certo evitare...d'altronde bisogna provare tutti i sapori dei posti dove vai e se S.Kilda offriva quello perche' no? Cmq la visita mia e della Augu nella pasticceria è stata troppo da ridere...
Federation Square. Novembre.

Federation Square deserta. Giugno.
Yarra River.
S. Kilda. Cake Shop.
E salutai anche Melbourne.
Prossima destinazione: Camberra. La capitale d'Australia. La vita politica e amministrativa dell'Australia.
Quella fu una visitina veloce proprio, solo un mezzo pomeriggio.
Tutti e dico tutti giravano per strada in giacca e cravatta e con quel cartellino attaccato alla tasca che gli australiani usano mettere. Quante persone in carriera mi veniva da pensare... mi vedevo quasi anche io con la valigettina in pelle marciare velocemente nella pausa pranzo per poi tornare puntualissima alla mia scrivania.
Naturalmente fu un pensiero di un solo secondo, restavo li tranquillamente seduta a guardar camminare a passo veloce tutti questi impiegati. Lavorate pure voi che io non ne ho voglia per adesso... ma finirono presto i soldi per cambiai idea!
Ad ogni modo durante il tragitto ci beccammo anche un bell'acquazzone ma passato questo ci aspettava l'ennesimo bellissimo tramonto che illuminava le colline dietro di noi di un rosso accesissimo.
L'ennesima bella sensazione vedendolo.
Non so come mai ma i cieli d'Australia hanno un qualcosa di diverso...se è sereno sono di un azzurro piu' intenso, se c'è un tramonto il rosso è acceso come mai l'avevo visto prima...boh...c'hanno un qualcosa di diverso.
Da Camberra a Sydney non abbiamo fatto altro che attraversare verdi distese come quella qui sopra. Bei posti senza dubbio ma niente a che vedere con le mie montagne.
E il viaggio finì così, con l'arrivo a Sydney...
Un po' di amaro in bocca mi era rimasto devo dir la verita'. L'avrei proprio fatta questa inversione a U ma non ci pensavo piu' di tanto perche' avevo una gran voglia di visitare la citta' di cui tutti quanti mi avevano parlato benissimo... Ma mi sono resa conto che le citta' non fanno per me, almeno non quelle così grandi e non per un lungo periodo. Certo che è un posto bellissimo, offre tanto, e come citta' è vivibilissima se pensi che in 15 minuti raggiungi il mare, che ci sono tanti parchi dove ti puoi rillassare ecc. Ma bo, non fanno per me tutti quei palazzi e i grattacieli. Forse parlo così perche' ho vissuto per lo piu' in centro, se fossi stata piu' a Bondi o Coogee da qualche altra parte magari la penserei diversamente.
Ma di Sydney ho comunque ricordi bellissimi, anche tra i grattacieli!
23 aprile 2008
Great Ocean Road
Glenelg.

Pioneers.

Al museo degli squali.
Per me era la seconda volta ad Adelaide. Ma sembrava tutta un'altra citta'. A giugno era deserta e fredda, a fine novembre quando siamo arrivati tutto l'opposto.
Si cominciava a respirare gia' l'aria natalizia. Alberi di Natale e addobbi ovunque. Con una piccola differenza, a casa mia a fine novembre vesto gia' guanti e sciarpa, lì invece me ne andavo in giro in pantaloncini! Strano Natale... non lo sentivo per niente...
Rimasimo li quattro giorni, ospitati dalla mia carissima amica Valeria che avevamo lasciato a Cairns. Se la passava proprio bene, bella casa dove ero gia' stata a giugno ad un party, bella camera da letto che divento' quindi il nostro accampamento.
Volo' via anche il soggiorno ad Adelaide tra giretti in centro dove il Karma cominciava a rivoltarsi contro di me, partite a beach volley al tramonto sulla lunghissima spiaggia di Glenelg, serate, e soprattutto il tour nella Barossa Valley tra vinerie e degustazioni. Finalmente un buon vino... Ci voleva proprio.
All' inizio ero un po' spaesata... la citta', paesaggio tutto verde, la spiaggia, i locali... avrei quasi voluto tornarmene nel deserto ancora per un po' lontano dal casino, dal traffico, dalla gente... ma purtroppo quel tipo di viaggio era finito, e neanche me n' ero accorta. Giuro che mi dispiaceva un sacco... e credo che ogniuno di noi in fondo ci abbia fatto un pensierino, inversione a U e via dal caos... di nuovo.
Glenelg.
Ripartimmo. Ancora. Ma questa volta eravamo in meno. Magnetic, proprio lui che aveva sofferto e sopportato con me ogni tipo di attacco e coalizione contro di me dai due carissimi proprietari di Susie Lee, mi lascio'. Senza spiegazioni. Have fun Magnetic!
...Ancora in strada... verso la Great Ocean Road considerata una delle strade panoramiche piu' bella al mondo. Gia' a giugno l' avevo trovato stupenda, ma stessa situazione di Adelaide, era freddo, tempo brutto, pioveva spesso e poi il viaggio organizzato era un po una palla e la guida non ne parliamo. Questa volta invece c'era un gran bel sole e i colori erano molto piu' vivi, le soste le decidevamo noi, piu' che altro loro pero' menomale che a organizzare sono fantastici. Su quello non ci si puo' proprio lamentare!
Arrivammo la sera tardi, non sapevamo dove andare a dormire. Dopo tanto girare e rigirare decidemmo di dormire in macchina nel parcheggio dei 12 apostles, così per essere gia' li la mattina e vederli all' alba. E proprio in quel maledetto parcheggio mi ricordero' sempre il mio volo, che nessuno vide per fortuna ma mi sono fatta un male allucinante, sono caduta dalla passerella facendo tipo 2m di dislivello e atterrando con la schiena sulle pietre. Non dico altro, perchè neanche io so come possa essere successo... se se...!
Ci svegliammo si all' alba ma con un energico bussare sul finestrino da parte del guardiano che ci invitava, anzi obbligava ad andare via in velocita' e accennava a multe pesantissime... ok ok let us have a look before please...
Passammo la giornata in quel tratto di Great Ocean Road che per me è il piu' bello in assoluto. Alluncinante quello che puo' fare l' effetto della corrosione di vento e mare sulle roccie... li è riuscita a creare veri e propri "disegni" tipo il London Bridge e i 12 Apostles.
A giugno l'avevo visitata proprio tutta compresi i paesini che si trovano percorrendola, villaggi di pescatori e localita' balneari per lo piu' ma anche parchi nazionali e rainforest piu' all' interno.
12 apostles. Novembre.

12 apostles. Giugno.
The heavy step between the walls.
London Bridge. Novembre.
I nostri uomini.

Bells beach. Giugno.

On the rimbow. Giugno.
Cape Otway. The beginning. Or the End.
Il punto piu' a sud è chiamato Cape Otway con il faro piu' antico d'Australia.
Bellissimo veramente.

Cape Otway. The lighthause.
"Il vento di Cape Otway stacca via all’improvviso, come una scaglia secca, la malinconia del mare e fa venir voglia di correre a braccia aperte, sul bordo del dirupo…Cape Otway è una speci di rifugio, una Big Sur australiana a metà di una strada fantastica, affacciata sul Southern Ocean Bass Strait e animata da miti ruggenti come cavalloni: Great Ocean Road: onde soffiate dal signore gelido dell’Atlantico, venti che scompigliano capelli e pensieri”
(Enrico Fumagalli)
22 aprile 2008
Red Centre
Uluru.
Mi ricordo mia mamma quando al telefono mi chiese:"ma bisogna andare fin in mezzo al deserto per vedere solo una montagna?". E io:"è si, lo so, non mi ispira neanche tantissimo...pero'...". Ero un po' scettica devo dir la verita', cosa sara' mai questa montagna in mezzo al deserto. Bo... pensavo... che ragionamenti di merda ragazzi...
E' stata una delle cose che mi è piaciuta di piu' in tutto il viaggio...
Come al solito quando non mi aspetto niente ecco che arriva...
Siamo arrivati a Uluru una tarda mattina, mi ricordo che stranamente guidavo io... da non crederci... dopo tutto quel viaggiare senza il niente piu' assoluto intorno mi si presenta davanti questa roccia rossa, enorme, levigata.
Uluru.
Il monolite.
Simbolo australiano. L'icona.
Rimasi senza parole, giuro.
Non me l'aspettavo cosi grande.
Mi emozionai.
E cosi ogniuno di noi.
Nei due giorni seguenti la ammirammo in lungo e in largo. Al tramonto, all'alba.
Essere ai suoi piedi e guardarla da tutte le angolazioni trasmetteva qualcosa... qualcosa di strano.
Quando il sole scendeva e illuminava il cielo delle piu svariate sfumature anche lei prendeva vita, si colorava di un rosso incredibile al tramonto per poi svanire sempre di piu' fino a restare un enorme ombra al buio, e alla luce della luna e le stelle.
Non avevo mai visto un cielo così limpido di notte se non qualche volta in montagna, ma le montagne chiudono lo scenario... li c'era solo l'orizzonte.
Ricordo che stavamo tutti in silenzio ad ammirarla.
Non c'erano parole. Non in quel momento.
E' luogo sacro per gli aborigeni.
Il popolo degli Anangu possiede le terre di Uluru e Kata Tjuta.
Possiamo dire l'equivalente di S. Pietro per i cattolici e della Mecca per gli islamici.
Immaginate di vedere turisti con corde e catene scalare S. Pietro. Neanche pensarci.
La via verso la vetta corrisponde al percorso sacro fatto dai Mala in occasione di importanti cerimonie. Percio' chiedono ai turisti di non scalare il monolite rispettando così le loro tradizioni. Ai suoi piedi un cartello: "Please don't climb Uluru".
Si dice anche che eventuali disgrazie durante la camminata scaglierebbero sulla loro tribu' diversi anni di sfortuna.
Non vogliono mercificare il loro territorio per il turismo di massa dell'uomo bianco e chiedono che Uluru ritorni ad essere luogo sacro. Ma sacro veramente.
La scalata è molto spesso chiusa a casa del forte vento. E cosi lo è stata per i giorni del nostro soggiorno a Ayers Rock. Ma eravamo disposti a salire sulla cima...
La superficie, che da lontano appare quasi completamente liscia e levigata, rivela invece molte pozze, sorgenti, caverne e anche dei dipinti.
"Secondo il mito, Tatji, la Lucertola Rossa, che abitava nelle pianure, giunse a to Uluru. Lanciò il suo kali (boomerang), che si piantò nella roccia. Tatji scavò la terra alla ricerca del suo kali, lasciando numerosi buchi rotondi sulla superficie della roccia. Questa parte della storia è volta a spiegare alcuni insoliti fenomeni di corrosione sulla superficie di Uluru. Non essendo riuscito a trovare il suo kali, Tatji morì in una caverna; i grossi macigni che vi si trovano oggi sono i resti del suo corpo."
Effetto polarizzato.
Susie Lee.
Uluru. A 35km di distanza.
A circa 30km di distanza si alzavano i Monti Olgas.
Salutammo Uluru al tramonto. Mentre ci allontanavamo nessuno parlo'.
Io non so perche' guardandomi indietro espressi un desiderio.
Road Train.
Davanti a noi ancora deserto.
Durante le giornate in viaggio incontravamo diversi Road Train. Capaci di raggiungere i 55m di lunghezza. E viaggiano veloce.
Quando lo si vede arrivare dietro di te è meglio accostare e lasciarli passare.
Stessa cosa se viaggiano dalla parte opposta. Provocano un onda d' urto mica da poco.
Segnali di simpatia tra le due vetture.
Il giorno dopo arrivammo a Coober Pedy. La zona forse piu' arida di tutto il Red Centre.
Famoso per le pietre opali che abbiamo disperatamente cercato di trovare...per le cave e le abitazioni scavate nella roccia. E ci credo. Facava un caldo incredibile. Ma molto piu' secco. Eravamo infatti entrati nel South Australia. A soli 850 km da Adelaide.
L' avventura nel deserto stava per finire...
Come ultima serata nel deserto non poteva essere meglio.
Partimmo verso le 5 di pomeriggio dalla piccola cittadina.
Come tutti i giorni attendevo il tramonto, momento della giornata che mi preferisco.
Era l' ennesimo bellissimo sunrise. Ma dalla parte opposta piu' scendeva il sole piu' saliva la luna piu' grande e luminosa che abbia mai visto. Mi ricordo che ci sono rimasta malissimo. Era una palla bianca enorme... Bellissimo.
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