7 ottobre 2008

lah gòrn Thai

E dopo la parentesi fantastica di verdi colline coltivate a riso, di villaggi dispersi nella giungla, templi e mercatini siamo ripartite per andare piu’ a nord, Chiang Rai.
Fantastico il tempio bianco, l'unico in Thailandia che abbiamo incontrato durante il nostro tragitto e bellissimo il tringolo d’oro, punto d’incontro di tre diversi stati, ma proprio diversi tra loro anche se cosi vicini sulla carta: Thailandia, Myanmar e Laos. Un enorme budda di bronzo, il piu’ grande in bronzo della Thailandia meta religiosa dei locali, ci faceva da sfondo mentre noi ci aggiravamo tentando la fortuna con tutti i giochetti di draghi e quant’altro.
Un po’ piu’ in la’ il Mekong, fiume che parte dal Tibet per attraversare Cina, Birmania, Thailandia, Laos, Vietnam. Il dodicesimo fiume piu’ lungo del mondo.
Come al solito la gente locale con le sue credenze e superstizioni l’ha tramutato in oggetto sacro ed ha un particolare. Il fiume ha due colori, molto visibili l’uno dall’altro, uno marrone scuro e uno chiaro. La gente crede che il colore scuro provenga dalla Cina che prova cosi ad impossessarsene ma il colore chiaro che lo contrasta sono gli altri stati vicini, nel caso del triangolo d’oro è il Laos. Per loro va a significare gli anni di guerre e la Cina che è molto piu’ potente degli altri stati attraversati dal Mekong.




The Golden Triangle.


Mekong river.

Abbiamo voluto passare un pomeriggio in Birmania e cosi il nostro fedele Tom ci ha portate al confine. Passaporto alla mano e abbiamo lasciato la Thailandia, attraversato un ponte lungo una cinquantina di metri e poi siamo così entrate in Myanmar. Gli uffici da cui siamo passate ci hanno parecchio colpito. Le guardie se ne stavano spaparanzate sulla loro vecchia poltrona, gli ambienti erano piccolissimi, molto sporchi ed addirittura con lavandino e gabinetto all’interno, ovviamente vicino alla scrivania.

Myanmar.


La differenze tra Thailandia e Birmania è visibilissima.
Arrivavamo da un posto che ci sembrava cosi povero e siamo andate in uno che lo è molto ma molto di piu’.
La gente se ne stava seduta per strada a chiedere soldi ai turisti che sono davvero pochi, alcuni di loro erano molto vecchi, con gambe mutilate, facce sfigurate o altro…
C’è una via vicino al confine piena di negozietti dove si vendono borse false, ma falsate perfettamente ed a prezzi irrisori. Molti mercanti vanno in giro con il loro carretto a vendere quello che hanno e ogni persona era assolutamente troppo insistente nel vendere. Sono bastati cinque minuti per farci scappare.
Tachilek, la cittadina subito dopo il confine, è incredibile. Le case stanno insieme per miracolo, la gente seduta per terra fuori dalle porte.
Sotto consiglio di Tom abbiamo preso un tuktuk che ci ha portato a vedere alcuni templi nella cittadina, assolutamente niente di sfarzoso, tutti molto semplici. Unica particolarita’ che al loro interno non c era solo un budda ma tre, thailandese, cinese e della birmania.

Ma una cosa bella, che mi rimarra’ sempre impressa, in Birmania l’abbiamo fatta.
Siamo arrivate ad una pagoda molto grande in cima ad una collina e li ci è stata assegnata una bambina a testa, parlavano molto bene l inglese quindi è stato facile interagire con loro. Attraverso la nostra data di nascita siamo risalite con un libro per noi illeggibile a quello che è il nostro giorno sacro della settimana, il mio era il venerdi.
Con la mia piccola guida mi sono avviata verso il mio altare, quello del venerdi.
La ragazzina mi ha seguito passo passo in un rituale carinissimo, dovevo bagnare per un certo numero di volte alcune parti del budda dell altare di fronte a me, accendere uno strano incenso e offrire dei fiori, in seguito inginocchiata davanti a Lui ho dovuto dire una preghiera e poi la bambina mi ha dato un piccolo cestello fatto di legno, al suo interno c era un uccellino. Tirando un filo il cestello si apriva e cosi è avvenuta la liberazione dell uccellino. Dopo di questo sono stata accompagnata davanti ad una grande campana e ho dovuto suonarla per 8 volte.
E’ stato bellissimo, la mia bambina mi sorrideva felice e io facevo lo stesso.


Friday
La sera siamo tornate a Chiang Rai. Doccia e via, in discoteca.
Tom ci aveva promesso una seratona nella piu’ grande e famosa discoteca dei dintorni.
Quando siamo arrivate, sulle scalinate c erano un sacco di guardie, quasi ci siamo spaventate. Eravamo le uniche turiste quella sera, tutti ci guardavano in modo strano ed alcuni ci facevano le foto. Molto presto abbiamo notato alcune cose strane, ad ogni tavolino c erano o solo uomini o solo donne… la cosa ci sembrava molto strana, eravamo finite ad una festa gay, ma lo venimmo a sapere dopo!
Un po di musica e qualche cocktails ed ecco un’altra sorpresa, la scaletta della serata prevedeva oltre alla musica da discoteca anche dei gruppi dal vivo, alcuni mooolto famosi. Eravamo stupite e divertite di essere finite ad una gay party con i gruppi piu’ famosi della Thailandia.
Tutto bene finche’ non sono arrivati questi gruppi, una noia mortale. Le canzoni erano melense, tristi proprio come tutti quei telefilm thailandesi che davano alla televisione… una roba pazzesca. Ma tutti gli altri ospiti invece impazzivano!

2 ottobre 2008

A trek through the mountains

Sempre attraverso il nostro fedele accompagnatore Tom ci siamo addentrate nelle montagne.
Eravamo solo noi cinque ed un accompagnatore.
Sono stati due giorni a contatto con la rigogliosissima natura Thailandese, strani animaletti, strane piante da cui si possono fare le bolle, strani profumi e rumori. I percorsi non erano proprio difficoltosi, per lo piu attraversavamo piccole vallate coltivate a risaie, ammirando i contadini con i loro attrezzi rudimentali trascinati a mano con fatica o da qualche animale. Ne abbiamo incontrati pochi, ma puri, veri.
Sono queste faccie, questi stili di vita che attribuisco alla vera Thailandia..










La sera siamo arrivate nel villaggio dove avremmo pernottato nella nostra capanna e ci saremmo lavate con una tanica d'acqua. Abbiamo passato una serata all insegna del semplice divertimento sedute intorno ad un tavolo, illuminate solo da un paio di candele e deliziate da alcune visitine dei nuovi conpaesani :-)
Intorno a noi, mille lucciole. Serata magica.
























27 settembre 2008

Dovuta parentesi per Denis e Riccardo


Dietro di noi Uluru. Eravamo solo noi tre e il simbolo degli aborigeni.

Uso il mio blog come mezzo per augurare un grosso in bocca al lupo a due delle persone che piu hanno segnato il mio viaggio in Australia: Riccardo e Denis.
Si sono ritrovati da pochi giorni in quell afosa capitale della Thailandia, Bangkok.
Chissa’ se questa volta l incontro è stato abbastanza trionfale come quello di Cairns dove Richi si era travestito da artista parigino oppure è stato un normale incontro dove tutte e due le figure sono riconoscibili, certo forse qlc cambiamento cè stato: Denis dopo la breve permanenza in Italia sara’ sicuramente piu curato, anche se veramente lo è sempre stato, e con un “bulbo” perfetto dopo maschere rivitalizzanti e trattamenti esclusivi firmati Tony & Guy e chissa’ se Richi, rimasto sempre e comunque, on the road ha acquisito qualche stile innovativo, piu ricercato o altro, anche solo la forma delle basette puo diventare un oggetto curioso.
Insomma chissa’ com’è stato.
E soprattutto chissa come Riccardo ha incassato il duro colpo, cioè dover ammettere che Denis in fatto di organizzazione l'ha superato nettamente con l'invenzione del “pannello solare” da zainetto, direi oggetto utilissimo che verra sicuramente comodo in Asia visto che ci si puo trovare a trascorrere spesso nottate in villaggi senza corrente o con la stessa limitata ad una paio di ore serali e poi si accende una candela, come saranno romantiche le loro serate in questi posti sperduti.
Ma mi chiedevo anche, domanda che proietto sul suo imminente futuro, come fara il nostro gia’ provato , da avventure e disavventure, Riccardo a far fronte ad eventuali anzi direi piu che possibili SICURI smarrimenti e/o furti di accendini, resistera’ all ira che sopprime da mesi e mesi ogni volta in queste circostanze misteriose oppure se si vendichera’ che mezzo usera’ stavolta?
Da dove prendera’ la forza di resistere e sopportare?
L’avvicinamento al buddismo e la quindi costante ricerca di equilibrio, di meditazione, di conoscenza del proprio IO, lo aiutera’ a superare tali prove di pazienza? Staremo a vedere.

Ma passiamo al nostro Denis che carico d animo ma non di bagali è ripartito per la seconda volta lasciando lo sgomento lungo le vie della chic localita’ di Medicina. Con un inglese accantonato ormai da mesi, del resto a cosa ti serve l inglese nelle discoteche, locali e feste private piu in della riviera romagnola?, ha rindossato lo zainetto tipo Fiji holiday e via di nuovo. Via con quel vento che per la seconda volta tira verso est… verso mondi sconosciuti inizialmente e piu familiari in seguito. Ma non è che sta volta sei partito portando con te gilè e carrellino da popolano?

Insomma ragazzi, per tutto quello che vivrete che sia in Asia, in NZ, in Aussie, Sud Africa e in qualsiasi altro luogo del mondo, conoscendovi piu nascosto meglio è, io vi auguro un enormissimo IN BOCCA AL LUPO… giro a Denis quello che aveva detto a me, che stavolta sia tu anzi voi ad avere il vento sempre in poppa.
Che le comete australi porta fortuna vi seguano e illuminino il cielo da qualsiasi parte del mondo voi lo stiate ammirando e che segni evidenti di quello che ci ha legato e di quello che è stato non vadano perduti ne rimpiazzati.
Vi seguo, col pensiero.
Con affetto e nostalgia, Vali

16 settembre 2008

Chiang Mai

Liberta', questo è il significato della parola Thailandia.
Dire che la vera Thai è solo al nord e' quasi come affermare di aver scoperto l'acqua calda. Me l'avevano detto e lo confermo.
Non sono di certo il turismo e gli stranieri intenti a spendere soldi trovati al sud che mi ricordero' ma i villaggi e la poverta' del nord, entrare in un ristorante e cercare di dialogare con il cameriere che non parla una parola di inglese, la gente sorridente del nord totalmente differente dai thailandesi rompicoglioni del sud... realta' completamente opposte.
E la religione. Al nord si sente veramente forte, e noi ne abbiamo approfittato cercando di entrarci e capire.
Il buddismo.
E' piu' un attitudine filosofica che una religione. E' uno stile di vita. E' un abbandonarsi al sacrificio e alla meditazione, contatto diretto con il Budda. Non ci sono personaggi superiori, ogniuno è il sacerdote di se stesso.
Dire che è affascinante è veramente troppo poco.
I ragazzi thailandesi si fanno generalmente monaci almeno una volta nella vita, solitamente al venticinquesimo anno di vita considerato sfortunato e quindi con l'aiuto della meditazione si spera di superare quest annata particolare. Le giornate dei monaci sono molto dure, divise tra momenti di meditazione e la cura del tempio. E anche i sacrifici sono diversi, ad esempio nei confronti delle donne. Vietato toccarle, e sarebbe vietato addirittura parlarci.
La veste del monaco color arancione/ocra. Questo colore deriva dal sangue dei loro morti che restava sulle vesti bianchi con cui venivano avvolti. Anche dopo molti lavaggi non si cancellava, si affievoliva ma non si cancellava mai. Questo significa per i buddisti un qualcosa di indelebile, di incancellabile, di duraturo com'è la religione per loro. Rimane per sempre.
La forte superstizione.
Ci ervamo accorte che molte persone avevano l'unghia del dito mignolo molto molto lunga. Questo perche' è segno di fortuna avere il dito mignolo che supera l'ultima piega dell'anulare, e chi non ce l'ha si fa crescere l'unghia fino a superarla.
Tutti i thailandesi in macchina portano attaccato allo specchietto retrovisore una corona di fiori, anche questa porta fortuna e va cambiata regolarmente non appena i fiori appassiscono.
Nel nord della thailandia abbiamo potuto apprendere un sacco di cose che entrano nella quotidianita' dei locali.



Chinag Mai. Un grande paesino.
Siamo state molto fortunate a capitare li durante una speciale festa, dove tutti i locali portano fiori e svolgono rituali nei numerosi templi. Tantissime bancarelle ai lati delle strade vendevano cibi come noodle, frutta e scarafaggi. Non ho avuto il coraggio di assaggiare neanche la piu piccola larva ma per loro è uno sfiziosissimo snack che consumano davanti alla televisione al posto delle patatine e pop corn.



E fortunatissime anche ad incontrare Tom, nativo di un paesino vicino Chiang Rai, la nostra guida capace di soddisfare qualsiasi capriccio di cinque viziate ragazze europee e rispondere alle loro mille domande. Capace di sopportarci senza batter ciglio ci ha scarrozzate in giro per Chiang Mai e dintorni, templi meravigliosi, fabbriche rudimentali di ombrellini, seta e argento, mercatini di ogni genere e elefanti, scimmie e tigri purtroppo tutti ammaestrati come macchine.



Bo Sang & San Kamphaeng. The umbrella village.



Pasang.


Particolare ed emozionante incontro è stato con le donne dal collo lungo. The long neck.
La loro religione è il cristianesimo ma ci sono due gruppi differenti: quelle che credono agli spiriti e di conseguenza portano gli anelli e quelle che non ci credono.
Vivono entrambe in villaggi sperduti sulle montagne, si cibano di quello che la terra offre e vivono in maniera molto semplice, vestendo coloratissimi abiti tradizionali.
Gli anelli di bronzo che portano dall'eta' di 5 anni arrivano a pesare piu' di 15kg sono la protezione contro la tigre. Durante il giorno rimangono a casa sole perche' gli uomini vanno a caccia e alla ricerca di cibo. Quindi indossano questi anelli, che in realta' e' un tutt'uno nei punti dove il morso della tigre sarebbe letale, sul collo ma anche sotto le ginocchia.
Tolgono la loro pesante collana almeno una volta all'anno per lavarla, bruciandola con il fuoco per disinfettarla e la lucidano invece ogni giorno con cura. Sono donne molto belle, alcune proprio bellissime.


A baby long neck and the village.


Elephants.


A tiger.


Una sera siamo state in un tempio sulla montagna alle spalle di Chiang Mai. Dopo una lunga scalinata per raggiungerlo siamo arrivate in cima. C'era un tramonto nascosto da foschia e nuvole ma il luogo e' indimenticabile.
Il tempio era meraviglioso. Veramente bellissimo. Al centro una piccola pagoda, loro credono che al suo interno sia racchiuso lo spirito del budda. Con l'arrivo del buio la pagoda si illuminava di un oro sempre piu acceso, di un colore naturale non frutto di lampade.
Eravamo le uniche turiste che si aggiravano nel tempio e abbiamo avuto la fortuna di assistere ad un particolare momento di meditazione dei monaci accompagnato da una cantilena, è stato bellissimo. C'erano anche alcuni occidentali in vesti bianche, accolti dai monaci per un periodo con l'intento di avvicinarsi alla religione. E' incredibile vedere come riescono ad isolarsi all interno della loro preghiera, ci sono solo loro e il loro budda.
Avrei voluto essere uno di loro, giuro.
Sono culture realmente diverse dalla nostra, nel contesto generale e anche nelle piccole cose. Differenze che si riescono a cogliere solo in questi posti, non di certo in mezzo al turismo di massa del sud.

Wat Phra That Doi Suthep. On a panoramic hilltop.








20 agosto 2008

Bangkok

Bangkok, I really don't know.
Bangkok: bella, brutta, deludente, sorprendente...potrei stare qui un bel po a dire un aggettivo e subito dopo ripensarci e dirne il perfetto contrario...forse perche' li per li penso una cosa ben precisa e poi riflettendoci un attimo ne vedo tutti gli aspetti, negativi e positivi...quindi meglio dire: Bangkok, un bel punto di domanda!
Arrivata in aereoporto, quel ormai lontano 1 giugno, ho pensato solo: datemi una panchina, datemi una branda, datemi qualcosa ma fatemi dormire...dovevo passare li le prime due notti.
Le mie compagne di viaggio sarebbero arrivate un poco alla volta.
Le prime erano Erica e Monica, direttamente dalla Val di Non. La prima una mia grandissima amica e l'altra mia cugina.
"Ho lasciato l'Australia con un senso di tristezza che mi ricordero' sempre.
Quando stavamo per decollare ho solo pensato di fare un salto giu' da quell'aereo, fare quella marcia indietro o quell'inversione che piu' volte mi è capitato di desiderare ma questa volta e' stata diversa dalle altre, è stato solo un pensiero accompagnato da mille flash, mille ricordi del favoloso anno che ho trascorso li, ma quel senso di tristezza è stato rimpiazzato velocemente dalla gran voglia di viaggiare che mi tenevo dentro da piu' di un mese ormai.
Il ragazzo seduto vicino a me leggeva lettere, cartoline e uno strano libro, e piangeva...avrei voluto dirgli che lo capivo perfettamente ma me ne sono stata zitta, con lo sguardo fisso fuori dal finestrino e accennando un sospiro ogni tanto...
Sono arrivata a Bangkok in tarda serata e ho subito scelto la panchina che mi avrebbe ospitato nella notte. Non posso dire di aver dormito ne riposato, ricordo solo un gran freddo.
La mattina dopo sono arrivate, le mie italiane.
Rivederle e' stato bellissimo, un abbraccio che profumava di casa mia.
Una strana sensazione, ed è stato incredibile scoprire che dopo 10 minuti sembrava di non averle mai lasciate, per un attimo ho potuto immaginare in maniera piu' concreta quello che provero' una volta arrivata in Italia. Sara' come non essere partita, tutto uguale come alla fine e' normale che sia. E' stato bello pero' sedersi con loro davanti ad un cappuccino e parlare di un po tutto e niente.
Delle loro storie e delle mie.


Around the Grand Palace.


The real nonese. Erica, Monica and me.

Finito il cappuccino, date le valigie in consegna, contrattato il taxi e via verso la city, prima destinazione Grand Palace. Come primo tempio direi proprio niente male vero? Mi è piaciuto moltissimo anche se era pieno di turisti e non c'era una grand atmosfera. Ma come in questi casi mi piace fare provo ad immaginarmelo deserto e se l'atmosfera non c'è me la creo, nella mia testa!
Il Grand Palace era la residenza reale e la sua sfarzosita' ne è la prova. I colori degli edifici sono vivacissimi ed impreziositi da tutto quell'oro. Abbiamo trascorso il resto della giornata facendoci scarrozzare in giro da un tuk tuk. Cosa che era d'obbligo ma che sarebbe meglio quasi evitare e prendere un piu' tranquillo taxi, guidano come i cani, il traffico è incredibile e lo smog ancora di piu'. Non è simpatico trovarsi il tubo di scarico di un camion davanti alla faccia quando sei fermo al semaforo ma pazienza, ci siamo fatte una risata!










We loved him.

Poi un bel giretto a Chinatown, e anche se sporca a me è piaciuta un sacco, passeggiando nelle viottole strette e sudice e cercando di indovinare che cavolo stavano cucinando?? Naturalmente avrei voluto propvare di tutto, non curandomi di malattie o altro ma il mio stomaco mi chiede pieta' ormai da 5 mesi quindi a malincuore ho dovuto rinunciare.
Monica ed Erica ne lamentavano l'odore, io non ci facevo caso.
Le vie erano lunghe e strettissime con ai lati tutte queste bancarelle, pentoloni per terra, un sacco di gente e un bel po di caos.


Chinatown. The caos.

Nel tardo pomeriggio abbiamo noleggiato una barchetta tutta per noi e siamo partite per una crocierina di un'ora e mezza sul fiume. Ce la siamo goduta tutta raccontandocela tutto il viaggio e nel frattempo ammirando quello che ci circondava. Le palafitte, i ragazzini che facevano il bagno vestiti e salutavano allegramente, i mille templi che incontravamo. Gli ambienti poverissimi e sporchi, dentro le case si intravedevano le persone cenare seduti per terra. Ci siamo fermate anche in un piccolo zoo, tristissimo e tutto buio. Le gabbie tenute malissimo e credo pure gli animali. Siamo tornate poi in aereoporto dopo aver provato il primo massaggio thailandese, era buio ormai ed eravamo sfinite."
Testo tratto dal mio diario di bordo.

Dormimmo in aereoporto anche quella notte aspettando Viola e Gaia. La mattina dopo, di buon ora avevamo il primo volo verso Chiang Mai ma quella è un'altra storia.............





A cruise around Bangkok.


Good night my friends.

Ho passato a Bangkok i primissimi giorni e gli ultimissimi giorni del mio mese in Asia. Gli ultimissimi giorni...me li ricordo perfettamente e anche quel agitazione e quel dovermi preparare per tornare a casa, ero veramente alla fine e me ne stavo rendendo conto.
Era l'uno luglio e come esattamente il mese prima atterravo a Bangkok ma forse un po piu consapevole, un po piu ricca dentro e povera nel portafogli... Mancavano solo due giorni neanche al mio volo per l'Italia, c'era proprio il tempo per una giornata in un enorme centro commerciale e una serata a Bangkok.
Durante il viaggio io e Viola abbiamo letto un libro "Miss Bkk" una storia vera di una prostituta Thailandese. Raccotava del suo sfruttamento, del suo dolore, della rabbia e dell'umiliazione.
Parlava anche dello spettacolo chiamato "Ping Pong" che danno queste ragazze nella zona nota Patong, zona famosa per la prostituzione. Per curiosita' siamo andate a vederlo in compagnia di Manolo. Sembrava quasi una via come un altra, piena di bancarelle ma ai lati le mille insegne dei club night attirano l'attenzione. Le porte dei vari club sono aperte quindi ci puoi dare velocemente uno sguardo e renderti conto di quanto triste sia la situazione delle ragazze che lavorano li. Noi siamo entrati in un club veramente squallido, ma bene o male anche gli altri non erano allestiti molto meglio. Uno spoglio palco in mezzo alla sala, la zona bar lo circondava e poi sgabelli e divanetti, nient'altro. Abbiamo assistito allo show con tristezza. Le ragazze avevano l'aria di chi si sta per umiliare per l'ennesima volta. Forse partivo gia' con un'idea a causa del libro perche' so cosa provano queste ragazze e perche' lo fanno. Immagino che tra di loro ci sia qualcuna che lo faccia per avere soldi facili e veloci ma la maggior parte è costretta, ha una famiglia da mantenere e un sacco di seri problemi. Avrei voluto lasciargli tutti i soldi che avevo se fossi stata certa che le loro storie erano come quella della protagonista del libro e che i soldi fossero rimasti a loro, senza dividerli con i proprietari del bar a cui sempre devono lasciare delle commissioni molto alte. E avrei voluto anche augurare a tutte loro un in bocca al lupo, per cambiare, per migliorare, per trovare il coraggio di scappare via e rischiare..