2 ottobre 2008

A trek through the mountains

Sempre attraverso il nostro fedele accompagnatore Tom ci siamo addentrate nelle montagne.
Eravamo solo noi cinque ed un accompagnatore.
Sono stati due giorni a contatto con la rigogliosissima natura Thailandese, strani animaletti, strane piante da cui si possono fare le bolle, strani profumi e rumori. I percorsi non erano proprio difficoltosi, per lo piu attraversavamo piccole vallate coltivate a risaie, ammirando i contadini con i loro attrezzi rudimentali trascinati a mano con fatica o da qualche animale. Ne abbiamo incontrati pochi, ma puri, veri.
Sono queste faccie, questi stili di vita che attribuisco alla vera Thailandia..










La sera siamo arrivate nel villaggio dove avremmo pernottato nella nostra capanna e ci saremmo lavate con una tanica d'acqua. Abbiamo passato una serata all insegna del semplice divertimento sedute intorno ad un tavolo, illuminate solo da un paio di candele e deliziate da alcune visitine dei nuovi conpaesani :-)
Intorno a noi, mille lucciole. Serata magica.
























27 settembre 2008

Dovuta parentesi per Denis e Riccardo


Dietro di noi Uluru. Eravamo solo noi tre e il simbolo degli aborigeni.

Uso il mio blog come mezzo per augurare un grosso in bocca al lupo a due delle persone che piu hanno segnato il mio viaggio in Australia: Riccardo e Denis.
Si sono ritrovati da pochi giorni in quell afosa capitale della Thailandia, Bangkok.
Chissa’ se questa volta l incontro è stato abbastanza trionfale come quello di Cairns dove Richi si era travestito da artista parigino oppure è stato un normale incontro dove tutte e due le figure sono riconoscibili, certo forse qlc cambiamento cè stato: Denis dopo la breve permanenza in Italia sara’ sicuramente piu curato, anche se veramente lo è sempre stato, e con un “bulbo” perfetto dopo maschere rivitalizzanti e trattamenti esclusivi firmati Tony & Guy e chissa’ se Richi, rimasto sempre e comunque, on the road ha acquisito qualche stile innovativo, piu ricercato o altro, anche solo la forma delle basette puo diventare un oggetto curioso.
Insomma chissa’ com’è stato.
E soprattutto chissa come Riccardo ha incassato il duro colpo, cioè dover ammettere che Denis in fatto di organizzazione l'ha superato nettamente con l'invenzione del “pannello solare” da zainetto, direi oggetto utilissimo che verra sicuramente comodo in Asia visto che ci si puo trovare a trascorrere spesso nottate in villaggi senza corrente o con la stessa limitata ad una paio di ore serali e poi si accende una candela, come saranno romantiche le loro serate in questi posti sperduti.
Ma mi chiedevo anche, domanda che proietto sul suo imminente futuro, come fara il nostro gia’ provato , da avventure e disavventure, Riccardo a far fronte ad eventuali anzi direi piu che possibili SICURI smarrimenti e/o furti di accendini, resistera’ all ira che sopprime da mesi e mesi ogni volta in queste circostanze misteriose oppure se si vendichera’ che mezzo usera’ stavolta?
Da dove prendera’ la forza di resistere e sopportare?
L’avvicinamento al buddismo e la quindi costante ricerca di equilibrio, di meditazione, di conoscenza del proprio IO, lo aiutera’ a superare tali prove di pazienza? Staremo a vedere.

Ma passiamo al nostro Denis che carico d animo ma non di bagali è ripartito per la seconda volta lasciando lo sgomento lungo le vie della chic localita’ di Medicina. Con un inglese accantonato ormai da mesi, del resto a cosa ti serve l inglese nelle discoteche, locali e feste private piu in della riviera romagnola?, ha rindossato lo zainetto tipo Fiji holiday e via di nuovo. Via con quel vento che per la seconda volta tira verso est… verso mondi sconosciuti inizialmente e piu familiari in seguito. Ma non è che sta volta sei partito portando con te gilè e carrellino da popolano?

Insomma ragazzi, per tutto quello che vivrete che sia in Asia, in NZ, in Aussie, Sud Africa e in qualsiasi altro luogo del mondo, conoscendovi piu nascosto meglio è, io vi auguro un enormissimo IN BOCCA AL LUPO… giro a Denis quello che aveva detto a me, che stavolta sia tu anzi voi ad avere il vento sempre in poppa.
Che le comete australi porta fortuna vi seguano e illuminino il cielo da qualsiasi parte del mondo voi lo stiate ammirando e che segni evidenti di quello che ci ha legato e di quello che è stato non vadano perduti ne rimpiazzati.
Vi seguo, col pensiero.
Con affetto e nostalgia, Vali

16 settembre 2008

Chiang Mai

Liberta', questo è il significato della parola Thailandia.
Dire che la vera Thai è solo al nord e' quasi come affermare di aver scoperto l'acqua calda. Me l'avevano detto e lo confermo.
Non sono di certo il turismo e gli stranieri intenti a spendere soldi trovati al sud che mi ricordero' ma i villaggi e la poverta' del nord, entrare in un ristorante e cercare di dialogare con il cameriere che non parla una parola di inglese, la gente sorridente del nord totalmente differente dai thailandesi rompicoglioni del sud... realta' completamente opposte.
E la religione. Al nord si sente veramente forte, e noi ne abbiamo approfittato cercando di entrarci e capire.
Il buddismo.
E' piu' un attitudine filosofica che una religione. E' uno stile di vita. E' un abbandonarsi al sacrificio e alla meditazione, contatto diretto con il Budda. Non ci sono personaggi superiori, ogniuno è il sacerdote di se stesso.
Dire che è affascinante è veramente troppo poco.
I ragazzi thailandesi si fanno generalmente monaci almeno una volta nella vita, solitamente al venticinquesimo anno di vita considerato sfortunato e quindi con l'aiuto della meditazione si spera di superare quest annata particolare. Le giornate dei monaci sono molto dure, divise tra momenti di meditazione e la cura del tempio. E anche i sacrifici sono diversi, ad esempio nei confronti delle donne. Vietato toccarle, e sarebbe vietato addirittura parlarci.
La veste del monaco color arancione/ocra. Questo colore deriva dal sangue dei loro morti che restava sulle vesti bianchi con cui venivano avvolti. Anche dopo molti lavaggi non si cancellava, si affievoliva ma non si cancellava mai. Questo significa per i buddisti un qualcosa di indelebile, di incancellabile, di duraturo com'è la religione per loro. Rimane per sempre.
La forte superstizione.
Ci ervamo accorte che molte persone avevano l'unghia del dito mignolo molto molto lunga. Questo perche' è segno di fortuna avere il dito mignolo che supera l'ultima piega dell'anulare, e chi non ce l'ha si fa crescere l'unghia fino a superarla.
Tutti i thailandesi in macchina portano attaccato allo specchietto retrovisore una corona di fiori, anche questa porta fortuna e va cambiata regolarmente non appena i fiori appassiscono.
Nel nord della thailandia abbiamo potuto apprendere un sacco di cose che entrano nella quotidianita' dei locali.



Chinag Mai. Un grande paesino.
Siamo state molto fortunate a capitare li durante una speciale festa, dove tutti i locali portano fiori e svolgono rituali nei numerosi templi. Tantissime bancarelle ai lati delle strade vendevano cibi come noodle, frutta e scarafaggi. Non ho avuto il coraggio di assaggiare neanche la piu piccola larva ma per loro è uno sfiziosissimo snack che consumano davanti alla televisione al posto delle patatine e pop corn.



E fortunatissime anche ad incontrare Tom, nativo di un paesino vicino Chiang Rai, la nostra guida capace di soddisfare qualsiasi capriccio di cinque viziate ragazze europee e rispondere alle loro mille domande. Capace di sopportarci senza batter ciglio ci ha scarrozzate in giro per Chiang Mai e dintorni, templi meravigliosi, fabbriche rudimentali di ombrellini, seta e argento, mercatini di ogni genere e elefanti, scimmie e tigri purtroppo tutti ammaestrati come macchine.



Bo Sang & San Kamphaeng. The umbrella village.



Pasang.


Particolare ed emozionante incontro è stato con le donne dal collo lungo. The long neck.
La loro religione è il cristianesimo ma ci sono due gruppi differenti: quelle che credono agli spiriti e di conseguenza portano gli anelli e quelle che non ci credono.
Vivono entrambe in villaggi sperduti sulle montagne, si cibano di quello che la terra offre e vivono in maniera molto semplice, vestendo coloratissimi abiti tradizionali.
Gli anelli di bronzo che portano dall'eta' di 5 anni arrivano a pesare piu' di 15kg sono la protezione contro la tigre. Durante il giorno rimangono a casa sole perche' gli uomini vanno a caccia e alla ricerca di cibo. Quindi indossano questi anelli, che in realta' e' un tutt'uno nei punti dove il morso della tigre sarebbe letale, sul collo ma anche sotto le ginocchia.
Tolgono la loro pesante collana almeno una volta all'anno per lavarla, bruciandola con il fuoco per disinfettarla e la lucidano invece ogni giorno con cura. Sono donne molto belle, alcune proprio bellissime.


A baby long neck and the village.


Elephants.


A tiger.


Una sera siamo state in un tempio sulla montagna alle spalle di Chiang Mai. Dopo una lunga scalinata per raggiungerlo siamo arrivate in cima. C'era un tramonto nascosto da foschia e nuvole ma il luogo e' indimenticabile.
Il tempio era meraviglioso. Veramente bellissimo. Al centro una piccola pagoda, loro credono che al suo interno sia racchiuso lo spirito del budda. Con l'arrivo del buio la pagoda si illuminava di un oro sempre piu acceso, di un colore naturale non frutto di lampade.
Eravamo le uniche turiste che si aggiravano nel tempio e abbiamo avuto la fortuna di assistere ad un particolare momento di meditazione dei monaci accompagnato da una cantilena, è stato bellissimo. C'erano anche alcuni occidentali in vesti bianche, accolti dai monaci per un periodo con l'intento di avvicinarsi alla religione. E' incredibile vedere come riescono ad isolarsi all interno della loro preghiera, ci sono solo loro e il loro budda.
Avrei voluto essere uno di loro, giuro.
Sono culture realmente diverse dalla nostra, nel contesto generale e anche nelle piccole cose. Differenze che si riescono a cogliere solo in questi posti, non di certo in mezzo al turismo di massa del sud.

Wat Phra That Doi Suthep. On a panoramic hilltop.








20 agosto 2008

Bangkok

Bangkok, I really don't know.
Bangkok: bella, brutta, deludente, sorprendente...potrei stare qui un bel po a dire un aggettivo e subito dopo ripensarci e dirne il perfetto contrario...forse perche' li per li penso una cosa ben precisa e poi riflettendoci un attimo ne vedo tutti gli aspetti, negativi e positivi...quindi meglio dire: Bangkok, un bel punto di domanda!
Arrivata in aereoporto, quel ormai lontano 1 giugno, ho pensato solo: datemi una panchina, datemi una branda, datemi qualcosa ma fatemi dormire...dovevo passare li le prime due notti.
Le mie compagne di viaggio sarebbero arrivate un poco alla volta.
Le prime erano Erica e Monica, direttamente dalla Val di Non. La prima una mia grandissima amica e l'altra mia cugina.
"Ho lasciato l'Australia con un senso di tristezza che mi ricordero' sempre.
Quando stavamo per decollare ho solo pensato di fare un salto giu' da quell'aereo, fare quella marcia indietro o quell'inversione che piu' volte mi è capitato di desiderare ma questa volta e' stata diversa dalle altre, è stato solo un pensiero accompagnato da mille flash, mille ricordi del favoloso anno che ho trascorso li, ma quel senso di tristezza è stato rimpiazzato velocemente dalla gran voglia di viaggiare che mi tenevo dentro da piu' di un mese ormai.
Il ragazzo seduto vicino a me leggeva lettere, cartoline e uno strano libro, e piangeva...avrei voluto dirgli che lo capivo perfettamente ma me ne sono stata zitta, con lo sguardo fisso fuori dal finestrino e accennando un sospiro ogni tanto...
Sono arrivata a Bangkok in tarda serata e ho subito scelto la panchina che mi avrebbe ospitato nella notte. Non posso dire di aver dormito ne riposato, ricordo solo un gran freddo.
La mattina dopo sono arrivate, le mie italiane.
Rivederle e' stato bellissimo, un abbraccio che profumava di casa mia.
Una strana sensazione, ed è stato incredibile scoprire che dopo 10 minuti sembrava di non averle mai lasciate, per un attimo ho potuto immaginare in maniera piu' concreta quello che provero' una volta arrivata in Italia. Sara' come non essere partita, tutto uguale come alla fine e' normale che sia. E' stato bello pero' sedersi con loro davanti ad un cappuccino e parlare di un po tutto e niente.
Delle loro storie e delle mie.


Around the Grand Palace.


The real nonese. Erica, Monica and me.

Finito il cappuccino, date le valigie in consegna, contrattato il taxi e via verso la city, prima destinazione Grand Palace. Come primo tempio direi proprio niente male vero? Mi è piaciuto moltissimo anche se era pieno di turisti e non c'era una grand atmosfera. Ma come in questi casi mi piace fare provo ad immaginarmelo deserto e se l'atmosfera non c'è me la creo, nella mia testa!
Il Grand Palace era la residenza reale e la sua sfarzosita' ne è la prova. I colori degli edifici sono vivacissimi ed impreziositi da tutto quell'oro. Abbiamo trascorso il resto della giornata facendoci scarrozzare in giro da un tuk tuk. Cosa che era d'obbligo ma che sarebbe meglio quasi evitare e prendere un piu' tranquillo taxi, guidano come i cani, il traffico è incredibile e lo smog ancora di piu'. Non è simpatico trovarsi il tubo di scarico di un camion davanti alla faccia quando sei fermo al semaforo ma pazienza, ci siamo fatte una risata!










We loved him.

Poi un bel giretto a Chinatown, e anche se sporca a me è piaciuta un sacco, passeggiando nelle viottole strette e sudice e cercando di indovinare che cavolo stavano cucinando?? Naturalmente avrei voluto propvare di tutto, non curandomi di malattie o altro ma il mio stomaco mi chiede pieta' ormai da 5 mesi quindi a malincuore ho dovuto rinunciare.
Monica ed Erica ne lamentavano l'odore, io non ci facevo caso.
Le vie erano lunghe e strettissime con ai lati tutte queste bancarelle, pentoloni per terra, un sacco di gente e un bel po di caos.


Chinatown. The caos.

Nel tardo pomeriggio abbiamo noleggiato una barchetta tutta per noi e siamo partite per una crocierina di un'ora e mezza sul fiume. Ce la siamo goduta tutta raccontandocela tutto il viaggio e nel frattempo ammirando quello che ci circondava. Le palafitte, i ragazzini che facevano il bagno vestiti e salutavano allegramente, i mille templi che incontravamo. Gli ambienti poverissimi e sporchi, dentro le case si intravedevano le persone cenare seduti per terra. Ci siamo fermate anche in un piccolo zoo, tristissimo e tutto buio. Le gabbie tenute malissimo e credo pure gli animali. Siamo tornate poi in aereoporto dopo aver provato il primo massaggio thailandese, era buio ormai ed eravamo sfinite."
Testo tratto dal mio diario di bordo.

Dormimmo in aereoporto anche quella notte aspettando Viola e Gaia. La mattina dopo, di buon ora avevamo il primo volo verso Chiang Mai ma quella è un'altra storia.............





A cruise around Bangkok.


Good night my friends.

Ho passato a Bangkok i primissimi giorni e gli ultimissimi giorni del mio mese in Asia. Gli ultimissimi giorni...me li ricordo perfettamente e anche quel agitazione e quel dovermi preparare per tornare a casa, ero veramente alla fine e me ne stavo rendendo conto.
Era l'uno luglio e come esattamente il mese prima atterravo a Bangkok ma forse un po piu consapevole, un po piu ricca dentro e povera nel portafogli... Mancavano solo due giorni neanche al mio volo per l'Italia, c'era proprio il tempo per una giornata in un enorme centro commerciale e una serata a Bangkok.
Durante il viaggio io e Viola abbiamo letto un libro "Miss Bkk" una storia vera di una prostituta Thailandese. Raccotava del suo sfruttamento, del suo dolore, della rabbia e dell'umiliazione.
Parlava anche dello spettacolo chiamato "Ping Pong" che danno queste ragazze nella zona nota Patong, zona famosa per la prostituzione. Per curiosita' siamo andate a vederlo in compagnia di Manolo. Sembrava quasi una via come un altra, piena di bancarelle ma ai lati le mille insegne dei club night attirano l'attenzione. Le porte dei vari club sono aperte quindi ci puoi dare velocemente uno sguardo e renderti conto di quanto triste sia la situazione delle ragazze che lavorano li. Noi siamo entrati in un club veramente squallido, ma bene o male anche gli altri non erano allestiti molto meglio. Uno spoglio palco in mezzo alla sala, la zona bar lo circondava e poi sgabelli e divanetti, nient'altro. Abbiamo assistito allo show con tristezza. Le ragazze avevano l'aria di chi si sta per umiliare per l'ennesima volta. Forse partivo gia' con un'idea a causa del libro perche' so cosa provano queste ragazze e perche' lo fanno. Immagino che tra di loro ci sia qualcuna che lo faccia per avere soldi facili e veloci ma la maggior parte è costretta, ha una famiglia da mantenere e un sacco di seri problemi. Avrei voluto lasciargli tutti i soldi che avevo se fossi stata certa che le loro storie erano come quella della protagonista del libro e che i soldi fossero rimasti a loro, senza dividerli con i proprietari del bar a cui sempre devono lasciare delle commissioni molto alte. E avrei voluto anche augurare a tutte loro un in bocca al lupo, per cambiare, per migliorare, per trovare il coraggio di scappare via e rischiare..

11 luglio 2008

Welcome home

Ed eccomi qui... tornata in Valle dopo 13 mesi... e come mi aspettavo e sapevo niente e' cambiato, tutto e' piu' o meno come l ho lasciato... dormo dormo e dormo in questi giorni, non so se e il fuso orario che mi tiene legata al letto o al divano oppure la poca voglia di uscire e raccontare le stesse cose a tutti, raccontare giusto due parole e cercare di cambiare in fretta discorso...
come si fa a raccontare un anno?
come si fa a far capire quello che e' stato?
come posso riuscire a trasmettere quello che ho vissuto in quest anno?
non c'è abbastanza tempo, non c'è abbastanza voglia, non ce nè la disponibilita', ne l occasione giusta... quindi si apre e si chiude con un:"e' stato bellissimo, un esperienza che guai se non la facevo... e tu invece?" e avanti a parlare di loro, di quel che fanno di quel che non e' cambiato e di quelle poche variazioni che tengono accesa la conversazione... bisogna impegnarsi un pochino anche se hai la mente talmente lontana e probabilmente anche lo sguardo perso...
Ma ritornare e' stata sicuramente una grande emozione, trovare le persone che mi vogliono veramente bene e notare che hanno veramente voglia di stare con me e in parte recuperare tutto il tempo in cui siamo stati lontani... cosa che fa un sacco piacere... trovare la camera piena di fiori, palloncini, e cartelli di "welcome back home" sono cose che ti fanno battere il cuore, sentire che i vestiti hanno il profumo che avevi quasi dimenticato, ritrovare un armadio, un letto che e' il tuo e tutte le tue cose esattamente nella stessa posizione, anzi, tutto molto piu ordinato di come l avevi lasciato... e fa emozionare anche il sorriso e i piccoli gesti delle persone che mi stanno accanto... e che in silenzio probabilmente sopportano la mia poca voglia di fare in questi giorni e i miei sbalzi d'umore... ma spero capiscano, che un poco si rendano conto... ma forse un po di scuse soprattutto ad alcune persone le dovrei dare... che pazienza che hanno... dico un enorme grazie e un piccolo scusa, e chi vuole capire capisca!!
Il mio viaggio in Asia, semplicemente fantastico! E' stato a tratti un po una faticata devo dire la verita', alcune cose non sono andate come dovevano altre invece sono andate addirittura molto molto meglio...ma e' adesso, nel riguardarsi indietro che capisco che ogni ogni ogni cosa doveva andare esattamente cosi per renderlo un viaggio bellissimo con imprevisti e sorprese, belle e soprattutto brutte comprese!!
Inoltre mi ritengo fortunatissima per le persone che ho avuto accanto...certo, ci sono stati un po di momentini cosi, un po di discordanze su alcune cosette, un po di nervosismo, ma sono sicura che nn e' rimasto nessun rancore per quelle poche ore di fuoco e che ora come ora non si puo' far altro che farci su una bella risata!! Ogniuna di noi sa che erano umori dovuti alle tante ore di sonno perse che non si recuperavano mai e che anzi si accumulavano, dai continui spostamenti che non ti davano il tempo di ricaricare le batterie come si deve, da fattori esterni difficili da continuare ad ignorare...
Comincero' a brevissimo a raccontare la mia-nostra esperienza nel sud est asiatico. Sapevo che non avrei mai avuto il tempo di scrivere e quindi ho optato per l opzione diario, un semplice diarietto dove scrivere a freddo i nostri commenti, le nostre avventure e le nostre impressioni... giusto per non dimenticare... io ho scritto il mio e Viola il suo, bruscamente interrotto pero' da un trauma e che l'ha segnata profondamente per un certo periodo... raccontero' raccontero'...

11 maggio 2008

See ya Aussie

E' arrivato il momento.
A quante persone l'ho sentita dire questa frase.
Ora di tornare a casa, e nessuno in fondo in fondo voleva, restava con la mente dispersa chissa' dove, a viaggiare ancora...
Ed è arrivato anche il MIO di momento.
Lasciare l'Australia.
Non ci posso credere, non realizzo...
Ero partita per restare via sei mesi, poi sono diventati nove poi docidici, l ho sfruttato tutto questo visto. E mi ricordo come fosse ieri tutta la gente che ho conosciuto all' inizio che mi avvisava e mi diceva: "no no, vedrai che non torni in Italia a dicembre!" e io no, determinata, convinta. Certo che torno a dicembre, quando dico una cosa la faccio...se se.... Ne ero convinta davvero. Ma sono rimasta qui e sono soddisfatta della mia scelta, mi sarei mangiata veramente le mani se fossi tornata a casa per Natale, e anche se fossi tornata a casa a marzo, non era ora...
Sono divisa adesso, da una parte ho una gran ma gran voglia di riabbracciare tutti e dall'altra sono terrorizzata all'idea, perche capisco piano piano che sta per finire la mia avventura. Ma ora, dopo un anno prevale sicuramente il primo pensiero...
Non sono partita per scappare, sto benissimo a casa, non mi posso lamentare proprio di niente. Ho veramente tutto quello che mi serve e anche di piu', e di questo te ne accorgi veramente quando sei via, via da tutte le comodita', via da tutti quelli che prima ti supportavano, via dai genitori che ti viziavano. Adesso so veramente della fatica che si fa a lavorare e mantenersi ma so che non è impossibile neanche per me, che incoscente di tutto quel che significava la fatica o la responsabilita' sono partita... Adesso si che capisco mio papa' che non era per niente convinto della mia scelta, all' inizio non mi voleva far andare... ovvio da sola non avevo mai fatto niente e in fondo ho solo ventun anni. Adesso che mi guardo indietro capisco il perche' di tutte quelle preoccupazioni.
Partita cosi...senza un vero motivo, neanche quello dell' inglese reggeva tanto bene...partita perche' mi ero rotta le palle da alcune cose andate male e volevo cambiare qualcosa e forse non volevo piu' pensare al futuro e alle scelte che ne comporta, da quello forse si, stavo scappando. Partendo prendevo del tempo. Volevo forse mettermi alla prova anche, vedere fin dove arrivavo, vedere se riuscivo a cavarmela da sola per una volta nella mia vita, crescere anche e sorattutto. Tutti a casa mi ripetono che sono fieri di me, orgogliosi che nessuno pensava ci riuscissi, che aspettavano di vedermi tornare quasi con la coda tra le gambe dopo uno o due mesi...e invece...ma non l ho fatto per sfidare nessuno, sarebbe stato sbagliatissimo, e non mi è mai passato per la testa neanche. L'ho fatto per me, perche mi serviva per capire.
Ho capito tutto e forse niente.
Ma posso ritenermi fortunata per tutto quel che ho vissuto, momenti belli e momenti brutti compresi...
Ho imparato che si puo' tutto, o almeno ci si puo' provare e soprattutto so che non voglio rimpianti nella mia vita. Non voglio fare scelte che compromettono un sogno, dal piu' piccolo al piu' grande, solo perche sono convenienti. Voglio guardarmi indietro e dire, si l'ho fatto ed è andata bene per fortuna. Oppure. Si l'ho fatto, è andata male ma chissenefrega io c'ho provato.
Questo voglio.
Arrivato, il momento di tirare le somme.
Le mie.
Non esite una scala di voto, ma se ci fosse il mio sarebbe sicuramente tra i piu alti. Non ci sono parole, so pero' che chi l'ha vissuto con o senza di me sa di cosa parlo e puo' capire. E puo' capire anche quel che provo ora e che provero' su quell' aereo che mi porta via da qui...Sto andando in Asia per un mese ma non riesco ad esserne completamente felice...perche' so che qui non ci tornero' piu' o certo, magari ci tornero' ma non sara' la stessa cosa...no, non sara' piu' cosi.
E non voglio neanche dire, vabe' si gira pagina. Per me rimane sempre aperta, rimane un qualcosa che portero' dentro di me sempre vivo per tutte quelle emozioni che mi ha fatto provare, per tutto quello che mi ha insegnato per tutto quello che mi ha dato!
L'Aussie è una terra bellissima che mi ha fatto sentire libera, ma di una liberta' vera senza condizioni, senza limiti... fare cio' che volevo, scegliere, pensare, agire, libera punto e basta... e quando ti senti così viaggiando sulla Great Ocean Road, oppure guardando Uluru al tramonto, sdraiata su un'amaca alle Fiji, nell'acqua cristallina delle Whitsundays e in mille altri posti e situazioni giuro che sono sensazioni talmente forti che ti restano dentro e anche a distanza di mesi le senti ancora...
E mi ricordero' anche di quest ultimo mese che non è stato per niente una passeggiata, ma che mi ha insegnato qualcosa comunque, anche lui...

La voglio ricordare cosi la mia Australia......e per tradizione, non so se è tradizione o cosa ma mi piace l' idea...appendo anche io le mie scarpe ormai devastate ai fili della corrente...finito un viaggio, finita un'avventura...e' passato così un anno della mia vita...See ya Aussie!!


It's been as to hang a dream.

Domani parto per Sydney, restero' li due giorni... solo per vedere le ultime cose che mi mancano, e quell'Acquario maledetto quasi non lo voglio piu' andare a vedere.......... Peccato pero' che non trovero' Riccardo, partito a sua volta per il west, in bocca al lupo!
L'uno giugno prendo il per Bangkok. Passero' la notte in aereoporto aspettando Erica e Monica che arrivano direttamente dall' Italia. Sara' bellissimo rivederle, ne sono sicura. Il giorno dopo arriveranno anche Gaia e Viola da Sydney...partiremo subito per il nord, prima destinazione Chiang Mai...

3 maggio 2008

Melbourne



Inizio' così il primo mattino in quel di Melbourne.
Caffe' in un parco appena sopra la citta'. Niente male ah?
Eravamo arrivati la sera prima molto tardi e dopo tanto gira e rigira per trovare un posto da dormire ci siamo arresi in questo parco. Ho dormito su una panchina scomodissima e simpatici possum mi hanno fatto prendere degli spaventi mica da poco. Gia' non sono una grande amante degli animali, figurati poi quando saltano nel mezzo della notte sul muretto vicino alla panchina dove stai provando a dormire facendo attenzione a non muoverti piu' del dovuto altrimenti ti ritrovi per terra... !
Dopo il caffe' subito in citta' a cercare un ostello per le seguenti due notti. E trovato quello via di corsa a fare le turistelle in giro per le vie della citta'. I ragazzi rimsero in ostello a riposarsi mentre io e la buddy partimmo subito.
Gira e rigira, vedi questo e quell'altro.
Melbourne non è per niente male ma quando ci ero stata a giugno era deserta, a fine novembre proprio il contrario e in piu' quegli addobbi di Natale e quegli alberi mi piacevano. Ma non hanno proprio niente a che fare con il mitico albero di Natale del mio paese. Un semplicissimo pino in mezzo alla piazza con solo le luci, e quando c'è la neve diventa ancora piu' bello. Quello è un bel Natale, altro che Natale in spiaggia... no no, io resto dell'idea che un buon Natale va passato al freddo, con la neve e con un buon pranzone dalla zia Eli con tutti i parenti.

A giugno io e mia cugina Claudia eravamo state ospitate da una signora italiana della Val di Non, di cui avevo il contatto. Dopo 3 giorni in giro con il viaggio organizzato eravamo troppo contente di poter dormire in un vero letto. Un po' meno contente poi quando abbiamo visto la nostra sistemazione!
Arriviamo in questa casa tutta incasinata e sporca ma almeno era riscaldata dato il freddo che faceva, gli australiani proprio la cura della casa non sanno cosa sia. Ma vabe' ci diciamo, in fondo ci serve solo un letto.
La donna poi ci dice, venite con me vi mostro la stanza.
Ok. Ma dove sta andando in giardino? Bo.
La seguiamo.
Ci facciamo strada tra le piante del giardino che piu' che un giardino sembrava una mini rainforest e vediamo una simpatica casettina. Bello pensiamo. Pure la casetta separata, era un po malmessa a vederla da fuori ma eravamo fiduciose.
Poi entriamo.
Oh mamma.
La nostra sistemazione era una dispensa, un magazzino, una specie di cantina. Fredda, umidissima, sporchissima. E' stato il primo approccio con ragnatele e ragnacci... Abbiamo dormito tra vecchi scarponi, sci, scatoloni di cibo confezionato, casse piene di attrezzi vari... E su un materasso che non aveva proprio niente del materasso.
Disperate! In fondo eravamo solo all'inizio, arrivate da pochissimo dall'Italia, abituate alla nostra casa pulitissima e profumata, ad avere un armadio, il nostro letto comodo, la televisione in camera... ma l'abbiamo buttata sul ridere che cosa ci vuoi fare.
Se ci penso adesso come sistemazione alla fine non era neanche cosi male, diciamo che sono stata peggio in diverse occasioni...


Melbourne dall'ostello.


Claudia nella sistemazione di giugno.

Vabe' dopo questa parentesi dovuta torno a novembre.
Io e la Augu in quei giorni abbiamo fatto proprio le turiste, vai qui e li, visitina al quartiere italiano, le principali piazze, le principali vie, i principali monumenti, cammina di qua cammina di la'...
Ci sembrava di aver fatto proprio un buon lavoro.
Peccato che quando alla sera ci rincontravamo con i ragazzi che per conto loro avevano girato e... "Siete state qui ragazze? e ai giardini? e l'avete visto questo?...mah, siete ben andate a vedere quello almeno?"
...Mmmmh...No...
E pensare che loro erano perfino rimasti in ostello a fare un riposino, e in piu' avevano visto proprio tantissime cose mente noi cammina e cammina forse abbiamo perso tempo in qualche negozietto...Che roba, troppo organizzati quei ragazzi...

Comunque Melbourne è proprio una bella citta' ma non saprei dire se la preferisco a Sydney. Alla fine ci sono stata solo, in totale tra giugno ed agosto, 6 giorni. Troppo pochi.

S. Kilda, il quartiere sul mare merita, un bel lungo mare per fare una passeggiata, un bel tramonto, i pinguini che naturalmente io non ho visto, e cake shop di ogni tipo che non potevamo certo evitare...d'altronde bisogna provare tutti i sapori dei posti dove vai e se S.Kilda offriva quello perche' no? Cmq la visita mia e della Augu nella pasticceria è stata troppo da ridere...




Federation Square. Novembre.


Federation Square deserta. Giugno.




Yarra River.




S. Kilda. Cake Shop.

E salutai anche Melbourne.
Prossima destinazione: Camberra. La capitale d'Australia. La vita politica e amministrativa dell'Australia.
Quella fu una visitina veloce proprio, solo un mezzo pomeriggio.
Tutti e dico tutti giravano per strada in giacca e cravatta e con quel cartellino attaccato alla tasca che gli australiani usano mettere. Quante persone in carriera mi veniva da pensare... mi vedevo quasi anche io con la valigettina in pelle marciare velocemente nella pausa pranzo per poi tornare puntualissima alla mia scrivania.
Naturalmente fu un pensiero di un solo secondo, restavo li tranquillamente seduta a guardar camminare a passo veloce tutti questi impiegati. Lavorate pure voi che io non ne ho voglia per adesso... ma finirono presto i soldi per cambiai idea!
Ad ogni modo durante il tragitto ci beccammo anche un bell'acquazzone ma passato questo ci aspettava l'ennesimo bellissimo tramonto che illuminava le colline dietro di noi di un rosso accesissimo.
L'ennesima bella sensazione vedendolo.
Non so come mai ma i cieli d'Australia hanno un qualcosa di diverso...se è sereno sono di un azzurro piu' intenso, se c'è un tramonto il rosso è acceso come mai l'avevo visto prima...boh...c'hanno un qualcosa di diverso.











Da Camberra a Sydney non abbiamo fatto altro che attraversare verdi distese come quella qui sopra. Bei posti senza dubbio ma niente a che vedere con le mie montagne.

E il viaggio finì così, con l'arrivo a Sydney...

Un po' di amaro in bocca mi era rimasto devo dir la verita'. L'avrei proprio fatta questa inversione a U ma non ci pensavo piu' di tanto perche' avevo una gran voglia di visitare la citta' di cui tutti quanti mi avevano parlato benissimo... Ma mi sono resa conto che le citta' non fanno per me, almeno non quelle così grandi e non per un lungo periodo. Certo che è un posto bellissimo, offre tanto, e come citta' è vivibilissima se pensi che in 15 minuti raggiungi il mare, che ci sono tanti parchi dove ti puoi rillassare ecc. Ma bo, non fanno per me tutti quei palazzi e i grattacieli. Forse parlo così perche' ho vissuto per lo piu' in centro, se fossi stata piu' a Bondi o Coogee da qualche altra parte magari la penserei diversamente.
Ma di Sydney ho comunque ricordi bellissimi, anche tra i grattacieli!